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Poker Black Jack Italia - Il poker nel cinema |
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Glossario
Dei Termini di gioco del
Poker. |
Poker Black Jack Italia - Il poker nel cinema.
Il Poker nel Cinema
Il Poker è diventato molto celebre non solo per le sue qualità di
straordinario gioco di scommessa, ma anche perchè è uno dei giochi
più citati nella storia del Cinema. In qualche caso il gioco è
diventato il grande protagonista di un film. Stiamo parlando del Poker
coperto e anche della Teresina (Poker scoperto).
Il giocatore di professione
In molti film il Poker è presente come metafora di uno scontro
accanito e ricco di colpi di scena. Ma spesso il cinema lo presenta
come elemento già di per se significativo: momenti di partita
eccezionali, scontri fra combinazioni paradossali, sfide fra giocatori
ricchi di carattere e ambiguità. Il Poker è un gioco generoso e si
presta volentieri ad essere momento forte di una sceneggiatura.
Il cinema ha costruito una figura celebrativa del gioco nel gambler,
il giocatore di professione, che è molto di più di un accessorio
ambientale. Da una tradizione letteraria che risale a Mark Twain e a
Jack London proviene l'immagine di giocatori "sinistri",
faccia impassibile e bocca serrata, spesso con bretelle e una piccola
visiera sulla fronte, raccolti intorno a tavoli fumosi e saturi di
tensione. Sono i protagonisti di film gangster, ma soprattutto di
moltissimi western.
E' il western che dà al Poker lo spessore di un elemento costitutivo
di un'epoca: il cinema ci consegna il Poker come il grande gioco della
Frontiera, molto più dei dadi o del Faraone. Questo sembra ovvio e
naturale, visto che nascita e diffusione del gioco sono andate di pari
passo con la lunga epopea del West. Ma i film western producono anche
qualcosa di più: l'immagine del gambler non si dimentica. Il
giocatore del west diventa spesso il protagonista di scene molto
significative, anche quando sono brevi e il gioco appare di sfuggita e
solo per qualche momento.
Il gambler è di solito raffigurato in modo insolito rispetto al
quadro consueto dello scenario western: si distacca in modo vistoso e
riconoscibile dalla massa dei frequentatori di un saloon, per lo più
cow boys e allevatori, polverosi e sciatti. Il gambler ha quasi sempre
un'immagine da gentleman: azzimato, curato nei dettagli, di eleganza
sofisticata e cittadina. Di solito è maschio, bianco, adulto, viene
dalla costa Orientale o dal Sud degli Stati Uniti e conosce le buone
maniere. Non ha il piglio aggressivo e invadente del pistolero o del
cow boy: è piuttosto un personaggio insinuante e defilato, ma dotato
sempre di fascino e attrazione fatali.
Come variazione sul tema, nel film western non mancano esempi
straordinari di giocatrici professioniste: avventuriere senza
scrupoli, ma autentiche gentildonne nell'abbigliamento e nei modi.
Sono seducenti e vampiresche nel gioco, anche se spesso un po'
freddine nel privato.
Sul piano dei valori e dei rapporti sociali, il gambler è per lo più
raffigurato come un individuo di cui diffidare: anche se ha una buona
cultura e un linguaggio forbito, è avido e interessato solo al
denaro. Spesso la sua mancanza di scrupoli lo porta alle azioni più
abbiette: quasi sempre si conferma infido e baro. A volte è persino
uno spregevole criminale, capace di utlizzare la sua intelligenza di
gioco per elaborare piani complicati e addirittura omicidi pur di
mettere le mani sul malloppo.
In sintesi il gambler è il vero "demonio" del western:
approfitta della stolida ingenuità di cow boys ubriachi, allevatori
arroganti e pionieri creduloni. Seduto al tavolo da gioco con giacca e
panciotto, è quasi sempre fornito di una piccola pistola Derringer a
due colpi, che nasconde nel taschino del gilet o nella manica di una
camicia con gli jabots, pronto a colpire a tradimento.
Soltanto in qualche caso il gambler acquista uno spessore che lo fa
uscire dall'oleografia: si tratta sempre di figure drammatiche,
cinicche e amorali, ma dotate di una forte dignità e di passioni che
provengono da un oscuro passato. Qui lo stereotipo del gambler diventa
meno ovvio e decolla verso la costruzione di personaggi dallo spessore
mitico: valgano per tutti l'asciutto e romantico Hatfield, il
giocatore di "Ombre rosse", e la leggendaria figura di Doc
Holliday nelle tante ricostruzioni della celebre "Sfida all'O.K.Corral".
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